Firmato il nuovo contratto del comparto sanità: tutte le novità
Roma, 27 ottobre – «Un momento importante quello della firma definitiva apposta oggi al CCNL del comparto sanità 2022–2024, soprattutto per la prospettiva che apre. Ci permette subito, infatti, di sbloccare l’iter della prossima tornata 2025–2027, come avevamo auspicato fin dall’inizio».
A dirlo è Andrea Bottega, segretario nazionale Nursind, dopo la sottoscrizione del contratto all’ARAN. «Un accordo – sottolinea Bottega – che contiene al suo interno una serie di novità normative e sul piano dei diritti che ci avevano convinto subito della bontà dell’intesa, al netto delle purtroppo poche risorse stanziate».
«L’intenzione – prosegue il segretario – adesso è quella di chiudere la negoziazione 2025–2027 entro il 2026. Una novità assoluta che ci consentirà di aggiungere un nuovo mattone per ridurre in modo più deciso la perdita di potere d’acquisto generata dall’inflazione. Finalmente saranno adeguati gli stipendi degli infermieri entro un anno e quindi entro la vigenza del contratto. Il nuovo CCNL non richiederà grande lavoro, visto che il più è stato fatto con questa tornata appena chiusa: si tratterà di aggiornare la parte economica alla luce di quanto già stanziato e di quanto stanzierà la manovra in discussione».
Come noto, Nursind ha difeso le diverse novità del CCNL appena sottoscritto, a cominciare da quelle inerenti la libera professione («siamo in attesa di una proroga per svolgere l’attività extra-istituzionale anche dal nuovo anno»). Apprezzamento anche per le prestazioni aggiuntive con tariffa unica nazionale di 50 €/h, l’attività di collaborazione, la definizione di obiettivi e strumenti per l’age management, la disciplina sperimentale delle ferie fruibili ad ore e la possibilità di cederle (ferie solidali) anche per assistere parenti di primo grado, oltre al patrocinio legale per i casi di aggressione.
«Non dimentichiamo poi – conclude Bottega – la migliore disciplina delle ferie contenuta in questo contratto, tutte le novità sul sistema degli incarichi e, infine, l’equiparazione dell’indennità di specificità delle ostetriche agli infermieri».


